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Risponde
il Dott. Gabriele Tenti
Caro
Francesco, i pitoni reali possono essere portatori di malattie come qualsiasi
animale domestico. Possono trasmettere sia malattie pericolose per altri
animali, che per l'uomo e pertanto queste ultime vengono definite zoonosi.
Il pitone reale non ha molte malattie specifiche della sua specie, ma
può essere colpito, come tutti i serpenti da varie malattie parassitarie,
batteriche, virali, fungine. Fra quelle di interesse prevalentemente medico
sono le acariasi, le infezioni batteriche dell'apparato respiratorio,
varie
dermatiti, varie verminosi, malattie protozoarie, stomatite, criptosporidiosi,
enteriti. Le malattie virali non sono molto ben conosciute e fra queste
le più importanti dal punto di vista clinico sono la malattia da
corpi inclusi e la paramixovirosi, un adenovirus è stato isolato
nel pitone reale nel(Ogawa et al., 1992).
Fra quelle di interesse anche chirurgico si hanno prolassi, ritenzione
di uova, oftalmopatie, tumori.
Il rischio di contrarre una malattia pericolosa da un pitone reale, specialmente
se nato in cattività è molto basso. I rettili non velenosi
sono gli animali meno pericolosi dal punto di vista sanitario. Le persone
più a rischio sono i bambini, in particolare quelli al di sotto
dei 10 anni, gli anziani e le persone immunocompromesse, come ad esempio
i malati di Aids ed i pazienti in terapia immunosoppressiva. Per quanto
riguarda le salmonelle ci sono a volte campagne di informazione false,
provenienti da gruppi contrari al possesso dei rettili che dichiarano
questi animali terribili veicoli di salmonellosi. In realtà molte
salmonelle sono presenti nel cibo che mangiamo, molti di noi sono portatori
di salmonelle e così i nostri animali domestici e non lo sappiamo
neppure. Una recente ricerca italiana fatta all'Università di Pisa
ha messo in evidenza come vari tipi di salmonelle possano essere presenti
nei rettili, tuttavia delle molte salmonelle isolate nessun tipo pericoloso
è stato individuato. Alcuni batteri potenzialmente patogeni anche
per l'uomo possono contaminare
il serpente per via alimentare, ad esempio le Salmonella già citate,
Edwardsiella, Klebsiella,Campylobacter, Proteus, Pseudomonas ma molti
altri batteri patogeni sono stati isolati da varie specie di rettili,
Aeromonas, Serratia, Citrobacter, Yersinia enterocolitica, pseudotubercolosis,
ecc.. Questi batteri non sono specifici del pitone reale, ma sono stati
trovati in molte specie di rettili, ed anche in altri pets. Alcuni batteri
patogeni possono trovarsi su ferite ed ascessi sul corpo dell'animale.
I rischi sono maggiori se all'animale si danno prede vive. I pitoni possono
essere infetti anche da alcuni tipi di micobatteri. Anche alcuni zigomiceti,
agenti di micosi sistemiche, possono essere pericolosi, inoltre anche
alcune micosi cutanee che possono affliggere i
rettili sono teoricamente trasmissibili all'uomo. Allora se il nostro
serpente non è in buona salute dovremo essere ancora più
cauti. In passato alcuni pitoni reali importati sono stati portatori di
febbre Q, tramite le zecche da cui erano parassitati (genere Amblylomma),
per lo stesso motivo ,a
causa di zecche scoperte su testuggini d'importazione gli Stati Uniti
non permettono più di importare testuggini dall'Africa. Altre malattie
possono essere trasmesse dalle zecche che possono infettare i serpenti,
per cui sarebbe buona norma eliminarle dagli animali di cattura e farle
analizzare da un laboratoriodi un istituto zooprofilattico. I rettili
possono essere ospiti di riserva anche per il virus della Western Equine
encefalitis, non si può escludere, sebbene i serpenti in causa
per questa malattia siano quelli del Nord America, che il virus si possa
diffondere ad altri tipi di serpenti, tramite la puntura delle zanzare.
Fra le malattie parassitarie che possono trasmettersi ci sono alcuni tipi
di vermi intestinali, ad esempio gli ascaridi. Alcune tenie si possono
trasmettere all'uomo se si consumano rettili o anfibi poco cotti, cosa
non certo tipica della cultura italiana. Fra le malattie protozoarie la
criptosporidiosi potrebbe rappresentare un rischio in soggetti immunocompromessi.
La pentastomiasi dei serpenti è un altra parassitosi molto contagiosa
e causa una malattia piuttosto seria nel caso venga contagiato l'uomo.
Tuttavia le buone norme igieniche ci proteggono dalla maggior parte dei
problemi. Chi ha molti rettili dovrebbe eliminare completamente gli ectoparassiti
(acari e zecche) dagli animali, utilizzare appropriati disinfettanti,
tenere i rettili nella massima igiene, lavarsi spesso le mani evitando
di contaminare gli animali l'uno con l'altro. I bambini vanno
educati a non baciare l'animale, a non mettersi le mani in bocca ma di
lavarsi sempre prima di mangiare diopo aver toccato un qualsiasi pet.
I disinfettanti consigliabili per l'igiene quotidiana dei rettili sono
la clorexidina, il povidone iodio, limitatamente alle ferite, i composti
quaternari d'ammonio per l'igiene ambientale.
Anche i terrari dovrebbero essere costruiti con materiali non porosi per
il massimo rispetto dell'igiene. Altra buona norma è portare sempre
un eventuale rettile ammalato da un veterinario esperto, che possa curare
l'animale e prevenire eventuali problemi per la salute umana.
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