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IL
VETERINARIO RISPONDE
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Le
mie pogone acquistate da poco, da circa una settimana hanno mostrato compotamenti
anomali, respirazione affannosa scarso appettito, quindi dopo un esame
delle feci ho scoperto che hanno i coccidi, la cura che mi e stata data
da un veterinario generico è la somministrazione di Vetkelfizina
tutti i giorni per 12 giorni da diluire con soluzione fisiologica in base
al peso di ogni animale,ma sembrano peggiorare perche hanno smesso di
mangiare. Cosa devo fare? Per favore se vi è possibile rispondetemi
al piu' presto. Grazie CIAO
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02/10/02
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Risponde
il Dott. Gabriele Tenti
Ciao Luigi, per aiutarti pur senza entrare troppo nello specifico, perchè la medicina Online lascia il tempo che trova, faccio alcune osservazioni. I sulfamidici, anche quelli poco tossici come la Vetkelfizina vanno usati con cautela nei rettili, per evitare effetti nefrotossici ( tossicità renale) occorre sempre mantenere ben idratato l'animale, tramite fluidoterapia, a maggior ragione se smettono di mangiare. L'anoressia nei rettili è un segno molto aspecifico di malattia, la respirazione affannosa potrebbe dipendere da un affezione dell'apparato respiratorio non correlata alla coccidiosi e la vetkelfizina potrebbe essere inefficace a curare questa, pur avendo efficacia contro i coccidi. L'attività terapeutica della sulfametopirazina (principio attivo del farmaco prima citato) come del resto quella degli atri sulfamidici non associati a trimetropim è batteriostatica, mentre nelle infezioni batteriche dei rettili è sempre opportuno utilizzare un prodotto battericida. Mi preme inoltre fare una riflessione generale, non si può giudicare un caso e quindi dare un aiuto specifico se non vedendo personalmente gli animali, inoltre è sempre opportuno, per un consulto a distanza, fornire dati come origine ed età degli animali e condizioni ambientali del terrario. In mancanza di queste, dei dosaggi utilizzati (in mg/ kg) e della durata della terapia non posso far altro che consigliarti di interpellare un veterinario esperto in rettili, senza indugio, che userà un antibiotico( ad esempio una penicillina, cefalosporina, fluorochinolone) in attesa magari del reponso di una batteriocoltura ed antibiogramma, per individuare il patogeno reponsabile e l'antibiotico più adatto. Ricordo inoltre, perchè è errore comune di medici veterinari capaci, ma non abituati a trattare i rettili, che i soggetti in terapia vanno mantenuti molto caldi durante il periodo delle cure, pena la buona riuscita del trattamento. Anche in natura un rettile debilitato sceglie di scaldarsi molto di più di uno sano per permettere al proprio sistema immunitario di "combattere" nel migliore dei modi la patologia. Ti consiglio di visitare il sito dell'ARAV (Association of Reptilian And Amphibian Veterinarians) o di consultare la SIVAE ( Società Italiana Veterinari per Animali Esotici) per contattare un veterinario esperto in rettili nella tua zona. Oggi infatti la Medicina Veterinaria è così vasta che il singolo professionista non può più intendersi di tutto e la medicina e chirurgia degli animali esotici è ormai una vera e propria specialità nell'ambito della Medicina Veterinaria, al pari di ortopedia, cardiologia, oculistica, ecc. |
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