IL VETERINARIO RISPONDE
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Le avevo gia' mandato questa e-mail, ma nella confusione le ho scritto elaphe prasina al posto di porpiracea, mi scusi, l'animale che con mio sommo dispiacere mi è morto era purtroppo un Elaphe porphyracea.
Buongiorno Dottore, le mando questa e-mail per avere una spiegazione se possibile di quanto mi è accaduto, confidando nella sua esperienza. Pochi giorni fa la mia elaphe prasina ( lunghezza 55cm e peso 55g) presentava una pelle tutta "raggrinzita", su consiglio di un amico, che pensavo fosse esperto, ho immerso l'animale in acqua e camomilla ad una temperatura di 18/19C° per 4 ore.
Nell'arco delle quattro ore ho controllato l'animale piu' volte, e sembrava che tutto procedesse per il meglio, ma alle 20:00 purtroppo l'animale era morto. L'animale aveva fatto la muta perfettamente, anche se la pelle non l'aveva persa, infatti l'ho sfilata io, aveva colori lucidi e perfetti tipici di
un animale dopo la muta. Non so spiegarmi l'accaduto, visto che l'animale era sempre stato bene. Le chiedo quindi ,per quanto le è possibile, di darmi delle possibili spiegazioni su quanto mi è accaduto. La ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorra' prestarmi e la saluto distintamente .
19/11/02
Risponde il Dott. Gabriele Tenti

Fare delle ipotesi senza avere sufficienti elementi non la può aiutare molto, alcune informazioni che non mi ha dato sono necessarie per valutare lo stato di salute o la causa della morte di un animale. Fanno parte della cosiddetta anamnesi. Che non è solo del problema corrente, ma anche remota ed ambientale . La sua porphiracea era di cattura o nata in cattività? Da quanto tempo l'aveva? Come era fatto il terrario? Aveva notato qualcosa di insolito nei giorni precedenti il problema che lei descrive? Qualche cambiamento nel comportamento dell'animale o delle condizioni del terrario. La difficoltà di muta non sempre è dovuta a scarsa umidità all'interno del terrario. Una muta difficile nei rettili è un segno aspecifico di malattia, molto spesso, cioè
indica che qualcosa non va nelle condizioni dell'animale. Il serpente che lei aveva è una specie rara e costosa, poco frequentemente riprodotta in cattività. Proviene dal Sud Est Asiatico, dove vive in
alcune zone collinari e sub-montane. E' un animale di foresta, che necessita di un terrario moderatamente riscaldato e abbastanza umido. Se l'animale è di cattura, magari trasportato in condizioni molto stressanti, essendo una specie delicata, può aver contratto qualsiasi malattia. I serpenti di cattura hanno molte difficoltà di ambientamento, parassiti, magari poteva avere un semplice raffreddore o una patologia respiratoria più seria. Un soggetto del genere non va comunque tenuto in acqua relativamente fredda per ore. Mi sono informato anche da un amico appassionato di colubridi asiatici (Filippo Soldateschi), che mi ha comunicato che il sistema che si usa in queste specie per reidratare il soggetto e favorire la muta è il seguente: tenere il serpente in terrario riscaldato a 29-30°C e spruzzarlo con acqua tiepida 2 volte al giorno. E' lo stesso sistema che si usa per reidratare alcuni gechi o camaleonti. Una polmonite acuta, letale in breve tempo, può
essere invece conseguenza normale di un bagno freddo troppo prolungato. Naturalmente la mia è solo una ipotesi ed il serpente potrebbe essere deceduto per 2000 ragioni. E' certamente da sconsigliare la pratica di costringere un qualsiasi rettile in acqua per idratarlo. Alcuni rettili,
tuttavia entrano o rimangono spontaneamente in acqua tiepida se hanno un problema di muta, derivante da scarsa umidità ambientale. Non si possono però fare generalizzazioni e comunque all'animale deve essere sempre data la possibilità di uscire dal acqua ed asciugarsi in ambiente caldo. Per sapere la causa di morte di un rettile è comunque sempre opportuno far fare una
necroscopia da un veterinario esperto. A questo proposito si può conservare in frigo il cadavere, senza congelarlo nell'attesa di farlo esaminare prima possibile.

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