IL TERRARIO - Riscaldamento
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RISCALDAMENTO NEI TERRARI

Una delle principali peculiarità biologiche dei rettili è quella di possedere un metabolismo incapace di raggiungere e mantenere una temperatura corporea costante indipendente da quella ambientale. Questa caratteristica, condivisa con altri vertebrati "inferiori" (pesci e anfibi), e contrapposta a quella dei vertebrati "superiori" (uccelli e mammiferi) fa sì che i rettili debbano dipendere da fonti di calore esterne e ha valso loro il nome di animali eterotermi o, più comunemente, "a sangue freddo". Dal punto di vista biologico-evolutivo si ritiene questa una soluzione primitiva e sebbene, rispetto ai vertebrati omeotermi, comporti alcuni svantaggi, per certi aspetti rappresenta, al contrario, dei vantaggi. In natura la fonte di calore da cui i rettili dipendono è rappresentata dall'energia solare, primariamente sotto forma di irraggiamento diretto ma anche attraverso le altre forme di propagazione del calore note alla fisica e cioè convezione di aria calda e conduzione diretta. Allo stesso modo, all'interno di un terrario sarà possibile ricreare le diverse condizioni presenti in natura, cercando di sfruttare i meccanismi naturali di trasmissione del calore partendo da fonti artificiali.

FORNIRE CALORE NEL TERRARIO

Semplificando l'attività di termoregolazione dei rettili si riscontra un andamento ciclico nell'arco della giornata: durante le prime ore del mattino vi è una prima esposizione ai raggi solari per immagazzinare calore; in questa fase la modalità di trasmissione del calore che viene maggiormente sfruttata è quella dell'irraggiamento diretto. A questo segue la normale attività quotidiana con ricerca del cibo, esplorazione, relazioni intraspecifiche... Nelle ore più calde del giorno i rettili tendono a sfuggire i raggi diretti del sole e temperature troppo elevate e rimangono al riparo continuando però ad assorbire calore attraverso l'aria (convezione). Quando l'intensità dei raggi solari si riduce i rettili intraprendono un secondo momento di attività intercalato da pause all'ombra o al sole a seconda del loro fabbisogno energetico. Al termine della giornata, in assenza di irraggiamento diretto, è ancora possibile per i rettili un rifornimento di calore sopratutto sfruttando il fenomeno della conduzione diretta andando a riposare su superfici che rilasciano il calore accumulato durante il giorno. Chiaramente le considerazioni qui riportate sono generiche e molto riduttive; ulteriori adattamenti devono tener conto delle specie allevate, delle condizioni di partenza (diverse regioni d'Italia, temperature in casa...), dello stato fisiologico e delle dimensioni del terrario. Nel tentativo di avvicinarsi il più possibile a quanto succede in natura, alcune regole generali sono universalmente valide e di fondamentale importanza. I punti chiave sono: Instaurare un gradiente termico Il concetto è quello di ottenere, seppur nell'ambito limitato di un piccolo terrario, delle zone a diversa temperatura entro due valori ben definiti, l'uno massimo e l'altro minimo. Benchè sia impossibile ricreare le condizioni naturali in terrario, è opportuno concentrare diversi elementi riscaldanti in una sola delle due estremità creando così una zona calda (dove ci sono le fonti di calore) e una zona fredda (lontano dalle fonti di calore); nel mezzo si otterranno delle temperature intermedie; in questo modo si crea un "gradiente termico" e si dà la possibilità agli animali ospitati di poter scegliere a quale temperatura stare in ogni momento della giornata. Installare ogni elemento riscaldante fuori dalla portata degli animali E' questa una buona regola da rispettare sempre; in questo modo è possibile fornire calore senza correre il rischio che ogni singolo elemento raggiunga temperature troppo elevate e concentrate in un unico punto e si proteggono gli animali da ustioni e folgorazioni (vedi oltre "problemi"). Tappetini, cavetti e piastre devono essere alloggiati sotto il fondo del terrario in un intercapedine di pochi millimetri dove possa circolare l'aria calda; per migliorare la trasmissione del calore il fondo del terrario può essere costituito da una lastra di metallo resistente alla corrosione (acciaio inox, alluminio, lamiera plastificata...). Gli elementi sospesi (lampade ad infrarosso, faretti ad incandescenza e riscaldatori ceramici...) devono essere alloggiati in un cassetto lampade separato dalla zona sottostante da una rete metallica a maglie fitte. Combinare diverse fonti di riscaldamento Adottando un sistema di riscaldamento composto da diverse fonti i vantaggi sono quelli di ottenere una regolazione più precisa e una distribuzione più uniforme del calore fornito e, attraverso la combinazione di accensioni e spegnimenti programmati, di riprodurre con maggiore fedeltà le varie situazioni naturali. Usare due o più fonti permette inoltre di non rischiare fenomeni di ipotermia qualora un'elemento dovesse guastarsi. La soluzione ideale è combinare una fonte dal basso termostatata e una o più fonti dall'alto la cui accensione venga regolata da timer e l'intensità da variatori di luce. Sottoporre l'impianto elettrico ad una regolare manutenzione Ogni componente elettrico, elettronico o elettromeccanico è soggetto ad usura pertanto la sua efficienza deve essere controllata nel tempo e si deve prevedere la possibilità di guasti. Un controllo periodico e la sostituzione di componenti danneggiati rende l'impianto sempre perfettamente efficente. Monitorare attentamente le temperature Indipendentemente da qualsiasi altra variabile (specie degli animali, dimensioni del terrario, tipi di fonte di calore...) è essenziale misurare le temperature che si ottengono con l'impianto in funzione. Prima di collocare gli animali sarà opportuno verificare con un termometro a massima e minima che temperature si raggiungono nelle diverse zone del terrario e simulare cosa potrebbe succedere in caso di malfunzionamento di termostati, sistemi di regolazione o degli elementi riscaldanti stessi. Queste prove permettono di apportare ulteriori aggiustamenti variando la potenza, il numero e la disposizione degli elementi riscaldanti fino a raggiungere la situazione desiderata.

COME FORNIRE CALORE

Come già visto è senz'alto consigliabile utilizzare diverse fonti di calore combinandole tra loro. Qualsiasi sia il sistema che si decide di impiegare, tutte le tre forme di propagazione del calore entrano in gioco a determinare le temperature dell'aria, del substrato e degli oggetti presenti nel terrario. Un accorgimento che aiuta a riprodurre le condizioni naturali è quello di sistemare delle grosse pietre nella zona calda: queste funzioneranno da volano termico, accumulando calore nelle ore in cui i riscaldamenti sono attivi per restituirlo nelle ore in cui gli stessi sono invece spenti. Per conduzione Attraverso questa via è possibile riscaldare il substrato del terrario e nel contempo fornire una quota di calore attraverso il riscaldamento dell'aria. -Tappetini, piastre e cavetti: ne esistono di diversi modelli e di diverse potenze; rappresentano la soluzione migliore per riscaldare il substrato e per portare la temperatura all'interno del terrario sui valori di minima.
-Sasso caldo: assolutamente sconsigliabile; la sua collocazione all'interno del terrario espone gli animali ad una serie di rischi; non è un elemento affidabile e nel tempo tende al surriscaldamento e a formare delle pericolose crepe sulla sua superfice.
Per irraggiamento -Lampade ad incandescenza: possono essere scelte di diversa potenza (anche se la differenza di calore emesso tra i diversi wattaggi è minima), di diversa forma (gli spot concentrano meglio il calore) e di diverso colore per creare effetti suggestivi e far risaltare le colorazioni di piante e/o animali.
-Lampade a raggi infrarossi: scaldano molto bene (e consumano altrettanto!) ed è in dubbio il fatto se disturbano o meno gli animali di notte (probabilmente sì); il costo ne giustifica la preferenza rispetto alle normali lampade ad incandescenza solo per terrari di grandi dimensioni o in terrari in cui sia necessario raggiungere temperature particolarmente alte (di tipo desertico).
-Lampade alogene: quelle piccole a bulbo potrebbero essere utilizzate per riscaldare aree localizzate in terrari molto piccoli; al contrario, i fari vengono utilizzati in grandi terrari.
-Riscaldatori ceramici: sono molto costosi ma la spesa vale il loro acquisto; riscaldano bene, durano più a lungo delle lampadine e hanno il vantaggio di non emettere alcuna luce visibile.
Per convezione Termoventilatori e termosifoni ad acqua: nel caso si disponga di un'intera stanza in cui sono ospitati i rettili o nel caso di terrari molto grandi, è possibile utilizzare anche questi sistemi di riscaldamento per creare e mantenere la minima basale. Un comune termoventilatore dotato di timer programmabile funziona egregiamente per una stanza che ospita diversi terrari e può essere utilizzato stagionalmente quando le temperature esterno sono molto basse o come riscaldamento di emergenza nel caso di guasti ad altri impianti.

REGOLAZIONE DEL CALORE

Regolazione dell'intensità L'intensità può essere regolata in partenza scegliendo degli elementi che hanno una diversa capacità di generare calore. Utilizzando dei variatori di intensità luminosa (ne esistono di diversi tipi e modelli) è possibile regolare ulteriormente la temperatura massima di ogni singolo elemento. Diversa è la funzione dei termostati, più o meno sensibili e sofisticati, che regolano l'accensione di apparecchi riscaldanti in funzione di una temperatura impostata a nostro piacimento: fintanto che la temperatura rimane al di sopra di un certo valore l'elemento collegato non entrerà in funzione mentre si accenderà quando la temperatura si abbassa al di sotto di quella impostata. Regolazione della durata Attraverso l'impiego di temporizzatori più o meno sofisticati è possibile programmare l'accensione e lo spegnimento di qualsiasi apparecchiatura elettrica. Sovrapponendo nell'arco della giornata l'accensione di elementi diversi e il loro spegnimento in successione è possibile ricreare un effetto di riscaldamento progressivo e poi di raffreddamento come avviene naturalmente con il sorgere e il calar del sole. Distanza dalla fonte di calore Arredando il terrario si dovrà avere cura di sistemare delle aree sopraelevate (rocce, tronchi) in corrispondenza delle fonti di calore provenienti dall'alto. In questo modo i singoli animali avranno la possibilità di "ricaricare" le loro scorte di calore semplicemente avvicinandosi alle fonti di calore.

PROBLEMI LEGATI AL RISCALDAMENTO

Ipotermia Si verifica quando un animale rimane per un periodo di tempo a temperature vicine o inferiori alla sua minima volontaria tollerata; il caso tipico si verifica in inverno in seguito ad un guasto nell'impianto di riscaldamento. Da non sottovalutare anche i casi in cui gli animali vengono mantenuti erroneamente ad una temperatura troppo bassa per lungo tempo sviluppando una serie di problemi che li indeboliscono e li rendono maggiormente suscettibili a malattie sia metaboliche, che infettive. Pertanto, prima di tenere un qualsiasi rettile, è necessario documentarsi sulle temperature a lui più adatte e cercare di riprodurle in terrario nel modo più fedele possibile. Ipertermia Il contrario del caso precedente; per ogni specie esistono dei valori soglia anche riguardo le temperature massime. I casi più frequenti si riscontrano nel terrario per contatto prolungato con gli elementi riscaldanti e in estate dopo esposizione dei rettili al sole in teche di vetro o plastica trasparente; all'interno di questi contenitori, in tali condizioni, si sviluppano rapidamente temperature spesso letali. Per evitare questi spiacevoli inconvenienti bisognerà fare attenzione ai valori massimi di temperatura per l'animale che andremo ad ospitare e al funzionamento di tutto l'impianto riscaldante del terario. Inoltre, durante l'esposizione ai raggi solari nella stagione estiva (tutti i rettili ne traggono grande beneficio), si dovrà aver cura di scegliere un contenitore che non permetta "l'effetto serra", di mantenere una parte del contenitore stesso sempre in ombra e di tenere gli animali sotto controllo. Ustioni Sono incidenti che capitano molto più spesso di quanto si possa immaginare; la causa è quasi sempre un contatto più o meno prolungato con gli elementi riscaldanti del terrario, generalmente malfunzionanti o malposizionati. Generalmente i rettili percepiscono il contatto con un corpo caldo e riescono a sottrarsi; in certe circostanze, per motivi tutt'altro che chiari, la loro reattività viene meno e i risultati sono ustioni anche gravi. Si tratta di lesioni pericolose che non vanno trascurate nè sottovalutate e che spesso rappresentano la porta per infezioni anche gravi; per un primo intervento in tali situazioni si veda la parte dedicata al primo soccorso.

TESTO DI :
Dr. Mattia Bielli Medico Veterinario Viale Buonarroti 20/a 28100 Novara Tel.0321-624480 Cell.0335-6687471

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