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I Serpari di Cocullo

e il marasso anche detto "serpente velenoso di Gigliola, grosso e tozzo" (ma il marasso dovrebbe essere la berus che non si trova in Abruzzo e che, anche se più grossa della ursinii non la definirei grossa e tozza); non vedo in giro bisce… poi , sempre sullo stesso libro, leggo che i paesani preferiscono non prenderle per le ben note deiezioni delle natrici che sono sicuro tutti voi conoscerete bene.


Primo avvistamento:
2 esemplari baby di bipedi e uno squamato adulto

Chiedo qualche informazione in giro e mi spiegano che iniziano a cercare i serpenti verso marzo e poi li tengono fino a maggio in un recipiente di terracotta. Credevo di trovare vecchi serpari, invece sono quasi tutti ragazzi e noto con piacere che le ragazze sono moltissime (in piazza sono praticamente tutte ragazze); probabilmente i giovani si sono presi l'impegno e la soddisfazione di continuare questa antichissima tradizione.


bimbi coraggiosi

Mi diverto anche ad ascoltare i discorsi dei miei vicini: due signore si chiedono se i serpenti sono stati addestrati o semplicemente sedati

(e io sono quasi tentato di tirare in ballo i poteri del santo…), ma è così difficile capire che i serpenti non sono dei demoni che mordono tutto e tutti?
Un altro signore guardando un cervone fa questa domanda: " E' una serpe questa???", a questo punto purtroppo non riesco a trattenermi e mi scappa una osservazione infelice. Comunque in generale mi ha fatto molto piacere vedere come le ragazze riuscivano ad offrire ai fedeli il contatto con i serpenti e, molto stranamente, non ho quasi notato reazioni di disgusto se non da 2/3 signore isteriche; tutti i bambini invece non erano minimamente spaventati.


il santo

Finalmente verso le 12.30 inizio a sentire della musica: è iniziata la processione! Intravedo un tizio con un grosso stendardo, poi la banda, poi i ciambellani (grosse ciambelle che verranno poi regalate ai portatori della statua, probabilmente una usanza che risale ai longobardi) e infine arriva il Santo ricoperto dai cervoni più grossi, seguito dai fedeli con i serpenti in mano. La processione gira più volte per il paese e infine riporta San Domenico in chiesa.

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