RETTILI
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Ho comprato un Chondro

vecchia muta e il verdone sembra quasi sano, ha pure mangiato un uccelletto.
Esco raggiante e sorridente col mio nuovo pupillo dentro il polistirolo.

Forse avrei dovuto attendere almeno un altro paio di settimane per l’essiccazione completa delle vernici (atossiche) del terrario, ma anche in passato non ho mai avuto problemi di nessun tipo con i miei materiali.

La sera stessa vorrei mettere un topone, ma ci ripenso. Meglio aspettare il giorno dopo. Subito sceglie un posto dove avvolgere le spire e, dalla postura assunta, mi pare che il serpentino sia a proprio agio, un controllo alla temperatura sui 29-32 gradi,  una spruzzatina con acqua demineralizzata per elevare un minimo l’umidità, mi sembra tutto a posto. Dal giorno seguente si alimenta in modo regolare senza problemi, nei mesi seguenti ha recuperato forze, colore e struttura

Questa è una storiella “in divenire” nel senso che si protrae da mesi e mesi. Devo dire che ben pochi serpenti mi hanno dato meno preoccupazioni di questo, e bisogna quindi sfatare molti pregiudizi.

Anzi, se gli allevatori si preoccupassero di favorire la riproduzione in cattività si eliminerebbe il prelievo in natura di questo splendido animale e conseguentemente la possibilità di ottenere animali sani a prezzi accettabili.
Purtroppo ero talmente orgoglioso del mio chondro che nel mese di febbraio lo prestai al negozio gratuitamente per una mostra di rettili. Una grossa lampada a infrarossi ha provocato lungo tutto il corpo del  serpente delle bruciature profonde che a tutt’oggi dopo mesi sono ancora da guarire (vedi foto).

Per fortuna, a parte l’estetica, l’animale non ne ha risentito e dopo un periodo di circa venti giorni di digiuno, penso sia stato un atto di protesta,  ha ripreso il suo ritmo di vita. Con questa banale esperienza personale, volevo solo ribadire le mie scelte nell’allevamento che sono sempre le stesse e che valgono per tutti i serpenti: massima semplicità, massima pulizia, massima tranquillità. Seguire queste semplici regole è un atto necessario per avere sempre animali sani e belli.
Da poco tempo, non contento del mio Aru, altri due piccoli amici stanno allietando la mia vecchiaia, sono due cuccioli di Morelia viridis (finalmente uso il loro vero nome!) pupille dei miei occhi, uno della località Lereh (giallo)  e uno forse Biak o Wamena (rosso) Papua N.  Guinea.

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