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Spesso l'entusiasmo e la passione ci portano a compiere
azioni nei riguardi dei nostri amici striscianti non proprio ortodosse.
Il pensiero e la preoccupazione per la loro salute non deve lasciare
il posto all'irrazionalità; spesso ci si industria per fornire
le condizioni di vita migliori ed inevitabilmente si sbaglia.
Le domande più frequenti, parlando tra amici e consultando
gli innumerevoli forum, riguardano proprio la grandissima ed ingiustificata
ansia che prende neofiti e anche esperti. A volte basta solo un
po' di buonsenso e quasi tutto si aggiusta, e poi l'importanza fondamentale
dell'esperienza che tutti ci siamo fatta sbagliando e riprovando.
L'errore fondamentale è quello di cercare di ricreare, nel
migliore dei modi, l'habitat naturale del serpente; dopo poco ci
si rende conto delle difficoltà insormontabili alle quali
andremo incontro, ed allora, per forza di cose, l'ambiente da noi
ricopiato malamente sarà solo un pallido surrogato di una
foresta oppure un deserto, una pietraia ecc.
Personalmente preferisco l'estrema semplicità, con l'utilizzo
di soli materiali naturali, legno, vetro, terracotta.
Preferire un solo sistema di illuminazione che funzioni anche come
valido riscaldamento diurno, per la notte una lampada ad infrarossi
o ceramica opportunamente collegata ad un termoregolatore. Una bella
ciotola di terracotta per l'acqua e un vaso rovesciato come tana.
Ho sentito di follie riguardanti neon UV, spot da centinaia di Watt,
tappetini riscaldanti, umidificatori ad ultrasuoni, orrendi arredamenti
in plastica e palestra free climbing per un
pitone reale!
Ovviamente poi è la disperazione: il pitone non mangia, si
ammala
scappa di casa. Non è la brumazione e neanche
la leggendaria "inappetenza" del reale, è solo
la nostra ansia riversata sul povero serpente che, stressato, protesterà
come sa fare.
Umidità.
Senza fare un trattato scientifico sulle reali necessità
in fatto di umidità, l'ambiente del nostro serpente sarà
un valido compromesso tra il naturale habitat dell'animale e le
strette pareti della teca casalinga. La cosa da tenere presente
è la salvaguardia della salute del serpente; su qualsiasi
manuale si potrà leggere che ogni serpente ha bisogno di
una certa umidità correlata alla temperatura.
E qui cominciano le difficoltà, spesso i valori da noi ottenuti
non sono quelli ottimali (almeno secondo il manuale) se il terrario
ha troppe prese d'aria l'umidità all'interno sarà
sempre troppo bassa, viceversa se la teca non ha sufficiente ricircolo
ci sarà un ristagno di umidità con conseguente
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comparsa di condensa sui vetri e le pareti della
teca.
Facciamo adesso un esempio, qual è l'habitat naturale di
un Pitone reale? Le pareti di casa nostra verrebbe da dire, visto
che viene allevato in cattività da molte generazioni.
Comunque stando ai manuali, il Python regius in natura vive in gran
parte dell'Africa e comprende una zona che va dal Senegal alle isole
di Capo Verde fino al centro dell'Africa equatoriale, Congo , Burundi
e Angola. Le temperature in media vanno dai 22 ai 32 gradi, il tasso
di umidità varia dal 50 al 90%. Un 10 % di animali vivono
in zone steppiche e desertiche con temperature che vanno da 0 a
22 gradi, altri animali vivono in ambienti monsonici e piovosi da
fare invidia ad un Chondropython.
Capirete bene la scarsa importanza che riveste un tasso di umidità
standard per un simile animale.
Il buonsenso suggerisce di non preoccuparsi più di tanto,
e mettere nella teca una ciotola di acqua sempre fresca, possibilmente
in terracotta poiché una leggera evaporazione dalle pareti
di coccio, anche se smaltata, è sempre presente; la ciotola
o bacinella deve essere ben proporzionata alle dimensioni del terrario
in modo da permettere l'immersione dell'animale. Ovviamente per
un pitone moluro di oltre 5 metri si provvederà ad allestire
una vasca idromassaggio Jacuzzi di almeno due metri quadri.
Questi parametri minimalisti vanno bene per tutti i serpenti (mi
sono stati confermati da numerosi esperti allevatori), anche considerando
che un alto tasso di umidità, correlato alle alte temperature
è un fertile terreno per numerose malattie, acari e muffe
che,se sono sopportate bene in natura dove la convivenza con i parassiti
è un dato di fatto, in cattività forse a causa delle
ridotte difese immunitarie, sono causa di gravissimi problemi di
salute. L'alto tasso di umidità rende inoltre molto pericolosi
gli sbalzi di temperatura, che possono determinare pericolose forme
patologiche come raffreddore e polmonite.
L'unica cosa importante e di facile realizzazione è avere
la possibilità di nebulizzare l'interno del terrario nell'immediata
vicinanza della muta, per favorire il distacco della vecchia pelle.
Ho volutamente tralasciato le necessità di serpenti super
specializzati come Chondropython (Morella viridis) e Corallus (in
genere tutti i boidi arboricoli) che, per il loro costo e delicatezza,
necessitano di cure ed attrezzature adatte ad allevatori molto esperti
(terrari verticali con piante vive, illuminazione adeguata alle
foreste pluviali, alte temperature e pioggia artificiale).
Bibliografia:
Per gli areali di distribuzione del Python regius cfr.
Pitone Reale e Boa Costrittore
Di M. Millefanti
De Vecchi editore - 2000 Milano
Articolo di Franco Vignato |