RETTILI
Pag 5
  HOME Pag. Indietro Pag. Avanti
Rigurgito e vomito nei serpenti Articolo di Dott. Vet. Mattia Bielli

Vomito e rigurgito sono spesso utilizzati in alternativa l'uno all'altro per denominare l'espulsione di cibo precedentemente ingerito dalla cavità orale.
In realtà i due termini non sono sinonimi e indicano due fenomeni ben distinti; per rigurgito si intende l'espulsione di materiale ingerito prima che questo abbia raggiunto lo stomaco (per cui dalla bocca, faringe ed esofago) mentre il vomito è la fuoriuscita di cibo (o altro materiale) dopo che questo ha già raggiunto lo stomaco e vi ha soggiornato per un periodo variabile di tempo.
Non sempre è possibile una netta distinzione dei due fenomeni e in alcuni casi il rigurgito può essere accompagnato dal vomito.
Due criteri facilmente valutabili e che permettono una grossolana distinzione sono il tempo trascorso dall'ingestione del materiale vomitato/rigurgitato (istantaneo o brevissimo nel rigurgito) e lo stato del cibo che, nel caso del vomito, si presenta spesso parzialmente digerito.
I serpenti possiedo uno sfintere cardiale o cardias (una valvola che regola l'ingresso delle sostanze ingerite nello stomaco) poco sviluppato che gli permette di vomitare con relativa facilità.
Va sottolineato come vomito e rigurgito rappresentino un SINTOMO relativamente comuni in molte patologie e non delle malattia ben definite; in alcune circostanze (ad esempio se l'evenienza è del tutto sporadica o in conseguenza ad elementi di disturbo) non devono destare eccessiva preoccupazione ma se tali sintomi si ripetono è necessario indagare a fondo per individuare le vere cause che portano alla loro manifestazione.

CAUSE NON INFETTIVE ASPECIFICHE
Alcune cause molto semplici includono errori nella gestione del serpente; una dieta inappropriata può causare vomito come è il caso di cibi non completamente scongelati all'interno o, al contrario decongelati nel forno a microonde e ustionanti nella parte centrale, di prede in parziale decomposizione o nel caso di un pasto troppo abbondante.
Il gradiente di temperatura non ottimale a cui l'animale viene mantenuto è in grado di provocare fenomeni di vomito; nel caso di temperature al di sotto dei range preferiti ne risente tutto il metabolismo energetico rendendo quindi più problematica la digestione. Nel caso più raro di temperature al di sopra di quelle preferenziali è possibile la comparsa di vomito per fenomeni legati a stress o a shock

.Anche una manipolazione eccessiva nei giorni seguenti il pasto, soprattutto in serpenti nervosi, può scatenare episodi di vomito; altre cause di stress legate a sovraffollamento e alla convivenza di più esemplari nello stesso terrario possono portare a vomito o a rigurgito.
Nel caso di animali anoressici il vomito è relativamente frequente perché lo stato di disidratazione e di squilibrio elettrolitico limita la produzione di succhi gastrici compromettendo i processi digestivi.
Altri problemi che possono disturbare il normale transito delle prede e causare vomito o rigurgito sono ostruzioni/sub-ostruzioni da parte di masse di varia natura situate sia all'interno (raro) che all'esterno (più frequentemente) del tubo gastroenterico come ascessi, granulomi, masse tumorali… un'accurata indagine sulla natura e sul contenuto di tali masse determinerà il trattamento più appropriato.
Da ultimo l'ingestione di particolari sostanze può portare a forme di intossicazione e indurre gli stessi sintomi come nel caso delle secrezioni cutanee di alcuni rospi, di alcuni farmaci e prodotti utilizzati come antiparassitari.

CAUSE NON INFETTIVE TRAUMATICHE
Frequentemente il vomito e il rigurgito possono essere determinati dall'ingestione di un "corpo estraneo", ovvero un qualsiasi oggetto che non rappresenti del normale cibo per il serpente; l'ingestione può avvenire mentre il serpente consuma il suo pasto normale (accade abbastanza frequentemente per ghiaia, pietre, pezzi di legno o corteccia…), per un errore grossolano o perché gli oggetti sono impregnati dell'odore delle prede.
Un'altra causa riguarda abrasioni, perforazioni o vere e proprie lacerazioni di tratti del tubo gastroenterico (generalmente l'esofago) da parte di unghie, becchi o fratture esposte delle prede o tramite sonde o altri strumenti in caso di maldestri tentativi di nutrizione forzata.
Anche dopo guarigione queste ferite possono portare a restringimenti o a perdita della normale estensibilità nella zona colpita per la formazione di cicatrici più o meno estese.
Per quanto siano rare, esiste la possibilità che cadute dall'alto abbiano conseguenze anche a livello gastrico soprattutto se il pasto è stato consumato di recente e lo stomaco risulti pieno e quindi più soggetto a traumi ottusi o a rotture.

 

 

 

Copyright 2001 serpenti.it. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione anche parziale.