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Vomito e rigurgito sono spesso utilizzati in alternativa
l'uno all'altro per denominare l'espulsione di cibo precedentemente
ingerito dalla cavità orale.
In realtà i due termini non sono sinonimi e indicano due
fenomeni ben distinti; per rigurgito si intende l'espulsione di
materiale ingerito prima che questo abbia raggiunto lo stomaco (per
cui dalla bocca, faringe ed esofago) mentre il vomito è la
fuoriuscita di cibo (o altro materiale) dopo che questo ha già
raggiunto lo stomaco e vi ha soggiornato per un periodo variabile
di tempo.
Non sempre è possibile una netta distinzione dei due fenomeni
e in alcuni casi il rigurgito può essere accompagnato dal
vomito.
Due criteri facilmente valutabili e che permettono una grossolana
distinzione sono il tempo trascorso dall'ingestione del materiale
vomitato/rigurgitato (istantaneo o brevissimo nel rigurgito) e lo
stato del cibo che, nel caso del vomito, si presenta spesso parzialmente
digerito.
I serpenti possiedo uno sfintere cardiale o cardias (una valvola
che regola l'ingresso delle sostanze ingerite nello stomaco) poco
sviluppato che gli permette di vomitare con relativa facilità.
Va sottolineato come vomito e rigurgito rappresentino un SINTOMO
relativamente comuni in molte patologie e non delle malattia ben
definite; in alcune circostanze (ad esempio se l'evenienza è
del tutto sporadica o in conseguenza ad elementi di disturbo) non
devono destare eccessiva preoccupazione ma se tali sintomi si ripetono
è necessario indagare a fondo per individuare le vere cause
che portano alla loro manifestazione.
CAUSE
NON INFETTIVE ASPECIFICHE
Alcune cause molto semplici includono errori nella gestione del
serpente; una dieta inappropriata può causare vomito come
è il caso di cibi non completamente scongelati all'interno
o, al contrario decongelati nel forno a microonde e ustionanti nella
parte centrale, di prede in parziale decomposizione o nel caso di
un pasto troppo abbondante.
Il gradiente di temperatura non ottimale a cui l'animale viene mantenuto
è in grado di provocare fenomeni di vomito; nel caso di temperature
al di sotto dei range preferiti ne risente tutto il metabolismo
energetico rendendo quindi più problematica la digestione.
Nel caso più raro di temperature al di sopra di quelle preferenziali
è possibile la comparsa di vomito per fenomeni legati a stress
o a shock
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.Anche una manipolazione eccessiva nei giorni
seguenti il pasto, soprattutto in serpenti nervosi, può scatenare
episodi di vomito; altre cause di stress legate a sovraffollamento
e alla convivenza di più esemplari nello stesso terrario
possono portare a vomito o a rigurgito.
Nel caso di animali anoressici il vomito è relativamente
frequente perché lo stato di disidratazione e di squilibrio
elettrolitico limita la produzione di succhi gastrici compromettendo
i processi digestivi.
Altri problemi che possono disturbare il normale transito delle
prede e causare vomito o rigurgito sono ostruzioni/sub-ostruzioni
da parte di masse di varia natura situate sia all'interno (raro)
che all'esterno (più frequentemente) del tubo gastroenterico
come ascessi, granulomi, masse tumorali
un'accurata indagine
sulla natura e sul contenuto di tali masse determinerà il
trattamento più appropriato.
Da ultimo l'ingestione di particolari sostanze può portare
a forme di intossicazione e indurre gli stessi sintomi come nel
caso delle secrezioni cutanee di alcuni rospi, di alcuni farmaci
e prodotti utilizzati come antiparassitari.
CAUSE
NON INFETTIVE TRAUMATICHE
Frequentemente il vomito e il rigurgito possono essere determinati
dall'ingestione di un "corpo estraneo", ovvero un qualsiasi
oggetto che non rappresenti del normale cibo per il serpente; l'ingestione
può avvenire mentre il serpente consuma il suo pasto normale
(accade abbastanza frequentemente per ghiaia, pietre, pezzi di legno
o corteccia
), per un errore grossolano o perché gli
oggetti sono impregnati dell'odore delle prede.
Un'altra causa riguarda abrasioni, perforazioni o vere e proprie
lacerazioni di tratti del tubo gastroenterico (generalmente l'esofago)
da parte di unghie, becchi o fratture esposte delle prede o tramite
sonde o altri strumenti in caso di maldestri tentativi di nutrizione
forzata.
Anche dopo guarigione queste ferite possono portare a restringimenti
o a perdita della normale estensibilità nella zona colpita
per la formazione di cicatrici più o meno estese.
Per quanto siano rare, esiste la possibilità che cadute dall'alto
abbiano conseguenze anche a livello gastrico soprattutto se il pasto
è stato consumato di recente e lo stomaco risulti pieno e
quindi più soggetto a traumi ottusi o a rotture.
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