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Eublepharis Macularius Articolo di Emanuele Scanarini

Geco Leopardino (foto: Emanuele Scarini)

I gechi leopardini sono certamente tra i gechi più apprezzati tra i terrariofili, anche dai neofiti per la docilità, il facile allevamento e i loro colori che comprendono una grande variante di morphotipi.


Classe: Reptilia
Ordine: Squamata
Famiglia: Gekkonidae
Sottofamiglia: Eublepharinae
Genere: Eublepharis
Specie: Eublepharis macularius Blyth, 1855
Sottospecie: Eublepharis macularius fasciolatus Gunther, 1864
Eublepharis macularius afghanicus Borner, 1976
Eublepharis macularius gracilis Borner, 1974
Eublepharis macularius montanus Borner, 1976
Eublepharis macularius madarensis Sharma, 1980
Eublepharis macularius fuscus Borner, 1981
Eublepharis macularius smithi Borner, 1981

L'ACQUISTO
L'acquisto di un esemplare di geco leopardino è semplice e poco dispendiosa, ammesso che si tengano presenti le condizioni di salute dell'animale.
Le prime cose in assoluto che dovremmo visionare sono, la condizione degli arti, che devono essere perfettamente in grado di sostenere il geco sulle zampe, perché se l'animale si trascina sugli omeri o sui cubiti (ulne), dimostra che in giovane età ha avuto un'avitaminosi, che ha causato il piegamento irreversibile degli arti. Un'altra cosa da controllare è che la spina dorsale e le costole non siano visibili, la stessa cosa vale anche per la coda che deve essere tozza e non aggrinzita, questi sintomi potrebbero essere causati da una denutrizione o da eventuali parassiti interni. Guardiamo anche che sul corpo del geco non ci siano residui di muta, potrebbero essere indice di carenza di calcio, o anche in questi casi di parassiti anche se sopracutanei, che non permettono il distacco del derma morto. I parassiti potrebbero essere comunque presenti, anche se non immediatamente evidenti, quindi chiediamo al negoziante di poter prendere in mano il geco per poterlo guardare da vicino, controlleremo tra le giunture delle zampe e vicino ai pori femorali, i punti in cui solitamente le zecche o altri acari si annidano, tali aracnidi possono essere rossi o neri.
Ultima cosa ma non meno importante, è che l'animale sia vispo e attivo, o comunque pronto a mordere o scappare in caso venga molestato.

IL TERRARIO
Per ospitare comodamente un gruppo di 3/4 Eublepharis macularius, serve un terrario di almeno 100x50x40 (h) cm, il substrato può essere costituito da vari materiali dal comune terriccio per fiori non concimato ricoperto da corteccia di pino o di sughero, oppure da ghiaia per acquari, sconsiglio la sabbia fine perché facilmente ingeribile e potrebbe causare calcoli renali ai nostri animali.
Scelto un fondo ideale possiamo arredare il tutto con pietre vere o finte, pezzi di corteccia di sughero, che forniranno un ottimo rifugio ai nostri animali, ma ricordiamoci d'appoggiare al fondo del terrario le pietre vere, in modo che i gechi scavando non rimangano schiacciati.
Come piante vere il Potos è l'ideale, eviterei piante grasse soprattutto se dotate di spine, tutte quelle finte invece sono ammesse anche se non saranno utili per il trattenimento dell'umidità.

RISCALDAMENTO
Esistono vari modi per riscaldare il terrario dei gechi leopardo, dai cavetti termici alle lampade in ceramica, penso in ogni modo che il metodo migliore sia collegare un termostato con una lampada in ceramica di wattaggio adeguato alla dimensione del terrario, regolato alla temperatura minima raggiungibile 18/19C°, dico questo perché penso che sia possibile allevare i gechi senza riscaldamento ammesso che nella stanza sia presente un termosifone che non faccia scendere la temperatura invernale sotto i 20/21C°, l'estate non risulta essere un problema poiché le temperature stagionali salgono tranquillamente sopra i 30C°.
Motivo in più per non aggiungere riscaldatori è il normale cambiamento climatico, portato dalle stagioni che faranno brumare i nostri animali e nello stesso tempo li sverneranno in primavera, rendendoli sessualmente attivi e pronti a riprodursi.
In ogni caso la temperatura ideale invernale come detto prima può variare tra i 20/24C° e quella e stiva tra i 28/32C°, le ore di luce per garantire un fotoperiodo che emuli l'estate e l'inverno, è di circa 10/12 ore di luce per il periodo caldo e 8/10 per quello freddo.

ALIMENTAZIONE
L'alimentazione dei leopardini è molto variabile, parte dagli apodi fino ai piccoli mammiferi.
In terrario possiamo nutrirli con grilli, camole del miele, camole della farina, caimani, mosche, topi rosa e omogeneizzati di carne.
Si può basare l' alimentazione degli esemplari adulti sui grilli che una volta la settimana spolvereremo con polvere di calcio e fosforo 2: 1. Le camole e i caimani sono sconsigliati come pasto base, in quanto ricche di grassi e fosforo. Le larve di tenebrionidi oltre ai grassi e al fosforo contengono anche una gran quantità di chitina, non sono quindi adatti come alimento base.
Una volta al mese i topi rosa sono alimenti ottimi, grazie alla grande quantità di vitamine, grassi e proteine.
Ultimamente nei negozi specializzati si possono trovare alcune varietà di cibi essiccati, alcuni sono in barattoli trasparenti con coperchio svitabile e si possono vedere all'interno camole della farina o grilli evidentemente disidratati; nel secondo caso ci sono proposti in scatolette metalliche tipo quelle per gli alimenti, che conservano camole o grilli, ma in condizioni quasi naturali come se fossero appena morti.

 

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