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6. GOTTA: Viscerale,
articolare, periarticolare - nei rettili è frequente la gotta
viscerale. La gotta è causata da una produzione eccessiva
di acido urico causata da diete iperproteiche (specie erbivore come
le iguane, se alimentate con carne, serpenti alimentati con cuore
o solo carne, ecc.), in seguito a patologie renali (malattie infettive,
tossine, ecc.) che portano ad una insufficiente eliminazione degli
urati con le urine, spesso concomitante a scarsa assunzione di acqua
da bere.
Segni clinici: artriti e/o deposizione di acido urico (cristalli)
nei visceri; i sintomi sono correlati alla deposizione dei cristalli
di acido urico nei diversi organi.
Trattamento: variazione della dieta, aumento della diuresi,
trattamenti farmacologici con inibitori dell'acido urico.
7. CARENZE PROTEICHE: Sono spesso
correlate a diete carenti di proteine o a diete ricche di grassi
(conseguenze di una malnutrizione).
Segni clinici: Generalmente i segni clinici sono generici
e aspecifici nella maggior parte delle specie. Gli animali alimentati
con diete ipoproteiche possono presentare: scarso accrescimento
corporeo se sono giovani, oppure scarsa attività riproduttiva
se sono adulti. Altri sintomi correlati: anoressia, infezioni ricorrenti,
letargia, diarrea, alterazioni del carapace nei cheloni.
Trattamento: consiste nella correzione della dieta e in trattamenti
di supporto.
8. OBESITA': L'obesità
nei rettili tenuti in cattività è molto frequente,
e le cause possono essere dovute ad una iperalimentazione (eccessiva
frequenza dei pasti, diete ricche in grasso, ecc.) e/o a carente
esercizio fisico (terrari di piccole dimensioni o che non permettono
il corretto movimento degli animali). Gli animali sovralimentati
accumulano il grasso depositandolo nella cavità celomatica,
a livello sottocutaneo e intorno agli organi parenchimatosi (fegato,
rene, ecc.), causando talvolta problemi riproduttivi, e di funzionalità
degli organi stessi. Esistono inoltre dei rettili predisposti all'obesità
(pitoni, boa, vipere, varani), che tendono più di altre specie
ad una vita sedentaria.
Trattamento: consiste in un programma di riduzione graduale
delle calorie, limitando prima la quantità e poi la frequenza
dei pasti, nell'aumento dello spazio di movimento per l'animale
(aumento di superficie, possibilità di arrampicarsi, ecc.).
Il dimagrimento dovrebbe essere graduale e non repentino, non dovrebbe
superare l'1% del peso corporeo a settimana.
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CONCLUSIONI
Come già accennato nella parte introduttiva,
le patologie nutrizionali sono numerose e l'eziologia (causa) di
ogni singola malattia può essere di diversa natura.
Ciò che si deve considerare quando si acquista un rettile,
è che l'alimentazione dell'animale mantenuto in condizioni
di cattività spesso si discosta, anche di molto, da quella
in natura. Inoltre, la maggior parte dei segni clinici riferibili
ad errori alimentari si instaurano solo dopo molto tempo che l'animale
viene alimentato in modo scorretto, così da condurre difficilmente
il proprietario alla comprensione della relazione tra causa ed effetto
della malattia. In pratica l'animale non mostra sintomi per molti
mesi, poi improvvisamente mostra segni aspecifici di malattia che
spesso vengono confusi con altre patologie.
In alcuni casi l'integrazione di vitamine, sali minerali e altri
nutrienti può risultare insufficienti o addirittura eccessiva
causando problemi alla salute dell'animale.
Si consiglia di informarsi preventivamente, presso un veterinario
specializzato o altra persona esperta, sull' alimentazione corretta
per l'animale che si intende acquistare, dei possibili errori dietetici
e degli eventuali supporti nutrizionali specifici.
articolo
di Dr. Matteo Rossi, MEDICO VETERINARIO, (Bologna),
e-mail: zoodvm@hotmail.com
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