RETTILI
Pag 2
  HOME Pag. Indietro Pag. Avanti
PATOLOGIE NUTRIZIONALI NEI RETTILI Articolo di Dr. Matteo Rossi, Medico Veterinario

INTRODUZIONE
La conoscenza, da parte del proprietario di un rettile, della dieta corretta per il proprio animale evita una serie di disordini nutrizionali che possono portare a gravi patologie.
L'alimentazione dei rettili varia notevolmente tra specie diverse, e la conoscenza del tipo di alimento, della frequenza dei pasti, della quantità e/o delle dimensioni del cibo sono di fondamentale importanza per un buon mantenimento dell'animale in condizioni di cattività.
Esistono numerose patologie legate ad errori alimentari nei rettili, e per tale motivo con questo articolo si vuole dare, in modo schematico e riassuntivo (il capitolo dell'alimentazione nei rettili è vastissimo), solamente un'idea delle più comuni patologie nutrizionali, analizzando le cause primarie, i sintomi correlati a tali malattie, ed in alcuni casi i trattamenti da adottare.

1. METABOLIC BONE DISEASE (malattia del metabolismo osseo - MOM):
Frequente in giovani animali in fase di accrescimento (soprattutto sauri e cheloni), la cui dieta risulta carente in calcio o in vitamina D3.
Cause: dieta carente di calcio, di vit. D3, basso rapporto tra calcio e fosforo, eccesso di fosforo, insufficiente o mancata esposizione ai raggi UVB per la sintesi di vit.D3, scarso assorbimento di Ca a livello intestinale per presenza di ossalati nella dieta (es. spinaci), alterato metabolismo della vitamina D secondario a patologie renali, epatiche, intestinali, tiroidee, o delle paratiroidi.
Segni clinici: Negli animali in accrescimento si osserva una osteopatia caratterizzata da demineralizzazione delle ossa che portano facilmente a fratture, paresi o paralisi, riluttanza al movimento, incapacità ad arrampicarsi, deformità scheletriche, ecc.
Negli adulti oltre a fenomeni di osteomalacia, si osservano segni correlati all'ipocalcemia (bassi livelli di Ca nel sangue) - tremori muscolari, paralisi flaccida, ecc.
Trattamento: istituire una dieta corretta, supplementazione di calcio e vit. D3 nella dieta, esposizione ai raggi UV.
La terapia da adottare varia a seconda della specie animale, dell'età, delle condizioni generali, dei sintomi clinici, per tale motivo si consiglia di far visitare l'animale da un medico veterinario specialista.

 

2. IPOVITAMINOSI A: Si osserva prevalentemente nelle tartarughe acquatiche, in seguito a diete carenti di tale vitamina.
Segni clinici: Edema delle palpebre, scolo nasale ed oculocongiuntivale, letargia, anoressia, dimagrimento eccessivo, alterazioni epiteliali.
Trattamento: correzione della dieta, supplementazione di vit. A, integrazione di altri nutrienti (spesso l'ipovitaminosi A si accompagna a carenze di altre vitamine e/o minerali) trattamenti antibiotici in caso di infezioni batteriche secondarie (es. polmoniti, riniti, ecc).

3. IPERVITAMINOSI A: Generalmente associata ad una eccessiva integrazione di vit. A nella dieta.
Segni clinici: Anoressia, vomito, depressione, lesioni ossee, alterazioni cutanee.

4. CARENZA DI VITAMINA B1 (ipotiaminosi): La deficienza di tiamina (vit. B1) può essere osservata in serpenti (es. Thanophis, Natrix) e in altri rettili carnivori acquatici, la cui dieta è a base di pesce surgelato, poiché le basse temperature diminuiscono la quota disponibile di vit.B1 e incrementano l'attività della tiaminasi (antivitamina B1) presente nel pesce.
Altre cause di ipotiaminosi sono rappresentate da prolungate terapie antibiotiche, che riducono la sintesi del complesso vitaminico B da parte della microflora intestinale e da assunzione di piante contenenti tiaminasi.
Segni clinici: incoordinazione motoria, tremori muscolari, cecità, anoressia e morte,ecc.
Trattamento: integrazione nella dieta di vitamina B1, pesce fresco non surgelato, pesce surgelato successivamente bollito.

5. CARENZA DI VITAMINA B2 (biotina): La deficienza da biotina può essere indotta frequentemente nei rettili (serpenti, varani, ecc.) che vengono alimentati a base di uova fresche, poiché nel tuorlo d'uovo è presente un composto antivitaminico (avidina). Ad esempio nel serpente mangiatore di uova (Dasypeltis scabra) in cattività, mentre allo stato selvaggio questa specie consuma uova fertilizzate, i cui tessuti embrionati (a differenza delle uova offerte in cattività) rappresentano una fonte di biotina.
Segni clinici: tremori muscolari, debolezza associata ad anoressia.
Trattamento: somministrazione di vit. B2, correzione della dieta.

Copyright 2001 serpenti.it. Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione anche parziale.