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In questo articolo tratterò un argomento utile
soprattutto ai neofiti che spesso si trovano in difficoltà all'inizio
della loro esperienza di allevatori di rettili .
Una volta allestito il terrario, portato a casa
e messo a dimora il vostro rettile vi accorgerete ben presto del
grave problema dell'alimentazione.
Spesso ci si affida, come prima cosa, al consiglio
del commerciante, ma questo non è sufficiente.In realtà , specie
con animali neonati, l'alimentazione è di grande importanza per
la salute futura dell'animale e anche per la sua sopravvivenza.
Ci si rende subito conto che svezzare un colubride
come un Elaphe o un Lampropeltis non è la stessa cosa
che allevare un Boide , date le dimensioni che le diverse specie
hanno anche dopo pochi giorni di vita. Mentre un Boa Constrictor
potrà mangiare tranquillamente un topino con pelo di dimensioni
"apprezzabili" un piccolo colubride potrà forse mangiare un topino
rosa appena nato, o meglio si inizierà con delle code o delle coscette
di topo decongelate. Altri problemi possono insorgere per l'allevamento
di Sauri e Cheloni e, a tal proposito, sarebbe utile mettere a disposizione
l'esperienza di chi ha una certa dimestichezza con sauri e tartarughe.
L' allevamento del Toppo Comune (Mus
musculus)
Topolino comune delle case, o anche da laboratorio,
il Mus musculus è sicuramente il micromammifero più usato
come animale da pasto per piccoli e medi serpenti, il suo reperimento
e allevamento è piuttosto semplice e per la sua prolificità è veramente
insostituibile.
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Mus musculus (foto: Fabio Marchi)
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In base alle dimensioni degli animali che vorremo
allevare si potranno tuttavia utilizzare altri roditori più adeguati
alla stazza del serpente. Criceti Russi (Phodophus sungorus),
Criceti Dorati (Microcricetus auratus), Gerbillo della Mongolia
(Meriones unguiculatus) spesso unica possibilità di alimento
per Pitoni Reali inappetenti, Cavie domestiche (Cavia aperea
porcellus), Ratto domestico o delle chiaviche (Rattus norvegicus)
che con i suoi 800 grammi di peso da adulto è il "colosso" del gruppo.
Senza scordare che molti serpenti si nutrono anche di volatili (quaglie,
passeri, pappagallini ecc.). L'allevamento di tutti questi roditori
è sostanzialmente simile a quello del topino bianco (Mus musculus).
Considerazioni Etiche : Nel momento in cui
avrete deciso di allevare un serpente o un altro rettile che si
ciba di animali vivi come topi, ratti, criceti ecc. avrete, spero,
anche pensato che dovrete alimentarlo voi stessi con un animaletto
simpatico e sgambettante che farà una brutta fine nel giro di pochi
secondi.
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Se questo dovesse essere un problema (e lo è, vi
assicuro , per tutti quelli che allevano rettili) insormontabile
per voi o per le vostre mogli-madri-fidanzate, forse è più salutare
passare ad altri animali con abitudini alimentari meno cruente.
Allestimento : Prima di procedere all'acquisto
dei topini bisogna allestire una serie di gabbiette per roditori,
beverini (biberon), materiale per il substrato, fieno e cibo adeguato
alla salute del topo e conseguentemente del serpente. Le soluzioni
sono due: o si allestiscono delle gabbiette professionali per l'allevamento,
costruite in plastica opaca coperte da una grata in acciaio che
servirà anche per contenere il cibo pellettato e il biberon di grande
dimensione; o si usano i comuni fauna box , certamente più economici
ma sicuramente meno pratici. E sempre utile fare il conto delle
spese, poiché le gabbiette devono essere minimo 5, e le gabbie professionali
costano circa 80.000 lit. l'una. Con i fauna box si spendono circa
15-20 mila lire a gabbia. Il substrato può essere di tanti tipi
: dalla segatura al tutolo e comunque andrà cambiato almeno una
volta la settimana. Personalmente consiglio una parte di tutolo
di mais come materiale assorbente e antiodore, una parte di segatura
depolverata per conigli e una manciata di fieno, è una buona soluzione
con un buon rapporto qualità/prezzo. Se optate per i fauna box i
biberon (quelli piccoli da 50 cc) andranno posizionati all'interno
della gabbia fissati con il filo di ferro in dotazione, completa
l'allestimento una vaschetta per il cibo. Destinate una zona ben
precisa per la dimora delle gabbiette: per quanto simpatici e intelligenti
i topini non sono famosi per il loro buon odore e possono provocare
seri problemi di convivenza con familiari poco entusiasti del vostro
passatempo.
Acquisto: Bisogna procurarsi dei buoni riproduttori,
in genere un maschio per quattro femmine, consiglio di allestire
due linee di riproduzione, cosi si eviteranno incroci tra consanguinei
con conseguente degenerazione delle cucciolate. Scegliete di persona
i topi da riproduzione, rifiutate animali deperiti che vi verranno
offerti come "cibo per serpenti", prenderete animali vivaci e ben
"in carne" il pelo deve essere lucido e pulito, la zona anale deve
essere pulita e senza tracce di escrementi; se avete la fortuna
di trovare, oltre ai topini bianchi, anche animali bicolori nero-bianco
e nero-nocciola prendeteli senza esitazione, sono un buon apporto
di melanina che renderà i colori dei serpenti più brillanti. Fatto
l'acquisto non vi resta che mettere a dimora i topini e se tutto
va bene nel giro di tre settimane dovreste avere i primi cuccioli.
Alimentazione: Ci sono diverse linee di
pensiero, anche perché il topino si nutre di qualsiasi cosa: cartone,
plastica, cibo per cani, ecc. Noi alimenteremo invece i roditori
con cibo adeguato alla loro salute e a quella del rettile. Evitare
accuratamente i cibi che provocano accumulo di vitamina A all'interno
del fegato (cibo per cani, croccantini per cani e gatti ecc.) poiché
tale eccesso di vitamina è dannoso, a lungo termine, per il rettile.
La base deve essere costituita da semi di girasole, miglio, cereali
vari, anche soffiati, pellettati per roditori, miscele per criceti
comunemente reperibili in commercio, poche verdure , poca frutta
e, durante il periodo riproduttivo, dei germogli freschi di soia
o di fagiolo ricchi di vitamina E, qualche arachide e poco mais.
Gli allevatori professionisti utilizzano un pellettato specifico
"da riproduzione" venduto in sacchi da 25 Kg.
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