SERPENTI ITALIANI
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Elaphe longissima (LAURENTI 1768)

Nome Comune : Saettone

Sub Ordine : Serpenti - Famiglia : Colubridi

Sottospecie :
Sinonimi:
Coluber longissimus LAURENTI 1768
Elaphe longissima longissima
Coluber aesculapi LACEPEDE 1789
Elaphe longissima - ENGELMANN et al 1993
CARATTERISTICHE
Lunghezza: 120-200cm. Squame in 23 file a metà tronco; 210-250 placche ventrali. Questo grande serpente presenta una forma molto allungata, con squame piatte e lisce; il capo è piccolo e la distinzione tra quest'ultimo e il resto del corpo risulta abbastanza marcata, la coda è molto sottile. Il capo è arrotondato, gli occhi sono grandi e le pupille rotonde. La colorazione di fondo varia dal grigio-giallastro al bruno olivastro; il ventre, le cui placche presentano una doppia carena, è sempre giallastro. In alcuni esemplari, il dorso è attraversato da deboli striature longitudinali di colore scuro. I giovani sovente presentano un collare giallastro alla base del capo, il che li rende confondibili con piccoli esemplari di natrice dal collare (Natrix natrix); spesso sono presenti da 4 a 7 file di punteggiature sulla regione dorsale.
DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA ED HABITAT
Il saettone è, come il biacco (Coluber virdiflavus carbonarius), una specie prettamente mediterranea, essendo distribuito, oltre che in Italia, anche in Francia, Penisola Iberica, Penisola Balcanica e Turchia.
Nel Brenta non è molto frequente, tuttavia si rinviene tra gli arbusteti, nei soleggiati prati fluviali, e ai margini dei boschetti ripari che costeggiano il fiume. Ama terreni soleggiati, lo si incontra in prossimità di muretti a secco, pendii aridi, fienili, prati, cascine e greti abbandonati.
ALIMENTAZIONE, COMPORTAMENTO, RIPRODUZIONE
Le abitudini alimentari del saettone riguardano soprattutto prede a sangue caldo, quali mammiferi ed uccelli, che uccide per costrizione, prima di ingoiarli. In particolare, questo serpente è un attivissimo distruttore di roditori, tant'è che in alcune regioni è conosciuto come "serpente dei topi". Talvolta si ciba anche di anfibi e di uova. E' un essere molto schivo, ed è molto difficile riuscire ad osservarlo. Se catturato, si difende tentando ripetutamente di mordere l'aggressore e secernendo un liquido denso, dall'odore nauseabondo; i suoi morsi, tuttavia, non comportano né dolore, né alcun'altra conseguenza, in quanto è privo sia di zanne, che di veleno. La latenza invernale di questo rettile si protrae da Ottobre ad Aprile. La riproduzione ha luogo in luglio, quando la femmina depone in una buca o sotto un tronco 5-8 uova lunghe circa 45mm; queste si schiudono in Settembre, dando vita ai piccoli colubri, che alla nascita misurano circa 15cm. Conduce vita semi-arboricola, ed è anche un agile nuotatore. Il saettone, se messo in cattività, si abitua in fretta alla convivenza con l'uomo, accettando il cibo e lasciandosi manipolare con facilità. Il nome gli deriva dalla credenza di origine romana che la presenza di questo elegante rettile in una casa fosse di buon auspicio per la salute dei suoi abitanti: il saettone era, infatti, secondo la mitologia, una creatura sacra al Dio della Medicina, che era appunto Esculapio.
Scheda a cura di Francesco Balbini

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