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Di
seguito riporto il testo integrale della discussione tenuta in Camera
dei Deputati il giorno 28 Lugio 2003 sul decreto legge n.159 recante divieto
di commercio e detenzione di aracnidi altamente pericolosi per l'uomo.
La discussione è sulla conversione in legge. Mi sono permesso di
evidenziare quelli che sono i punti cruciali della discussione, che sottolineano
maggiormente la visione distorta che hanno i politici dell' argomento
natura, animali, e per finire terrariofilia.
Chi
avrà la pazienza di leggere integralmente la discussione potrà
capire quanto sia fragile la nostra situazione di appassionati al cospetto
della infinità imbecillità dei politici che ci governano.
Dalle parole del sottosegretario di Stato della salute Antonio Guidi risulta
addirittura che collezionare animali esotici in terrario è pericoloso
dal punto di vista psicologico !!.
Queste le sue parole : "sviluppano
nel ragazzo o nell'adulto che colleziona tali animali alcune istintività
violente, potremmo dire, al pari di chi colleziona armi pericolose".
Sempre dalle sue parole : "ma
certi serpenti, magari non pericolosi ma di grandi dimensioni non fanno
certo bene alla salute mentale di chi li detiene".
Quindi stiano ben attenti i proprietari di grossi costrittori perchè
potrebbero a lungo andare, ritrovarsi ricoverati in qualche clinica psichiatrica
anche se grazie alla riforma Basaglia i manicomi sono tutti chiusi !!
Leggendo
attentamente la parte finale della discussione si può intuire quanto
il futuro della terrariofilia non sia legato a decisioni basate su argomentazioni
scientifiche e logiche ma bensì su decisioni dettate da opinioni
personali, vizi, paure, simpatie e favoreggiamenti di alcuni politici.
Onde evitare fraintendimenti la mia condanna è estesa a tutte le
parti politiche, nessun schieramento di parte !!
Attendo da chiunque commenti educati e costruttivi in merito a questo
scritto, sarò lieto di pubblicarli su questa pagina. (inviateli
a info@serpenti.it)
Davide Fain
Tempi
duri, e pensare che in molti, eravamo propensi a credere a un dialogo
con questo governo, ma invece sembra proprio che siamo caduti dalla padella
nella brace, la casa delle libertà da domani potrà chiamarsi,
casa delle fobìe.
purtroppo debbo lasciarmi andare a un amara considerazione, le speranze
che si possa arrivare ad una modifica della 150 sono minime, viste le
premesse, questo però non significa che l'ATI si arrenderà,
continueremo sulla nostra linea, anzi cercheremo di diventare più
forti, stringeremo alleanze con altre associazioni anche estere, e tratteremo
anche con l'opposizione, cercheremo consensi tra i masmedia, e se proprio
dovremo cadere, lo faremo lottando.
Ho 50anni, vissuti con la voglia di apprendere e conoscere, conosco un
sacco di appassionati di rettili anche fuori dagli italici confini, e
reputo stupido il commento fatto da Antonio Guidi, è quanto meno
rischioso non fare i dovuti distinguo, ci saranno persone violente nel
nostro ambiente, come ce ne sono seminate ovunque, di certo le colpe non
sono delle passioni che hanno, allora che dire? i cacciatori sono tutti
degli assassini?
e quali problemi psichici affliggono i falconieri, i cinofili, ecc. e
i politici sono esenti da tutte queste forme psicotiche? non voglio cadere
nel ripetitivo, ma mi rendo conto che i politici della prima repubblica
stanno cominciando a farsi seriamente rimpiangere visto come sono piccoli
quelli della seconda.
Un amaro saluto.
Luigi Maiorano.
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Stenografico Aula in corso di seduta
Seduta n. 347 del 28/7/2003
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Discussione del disegno di legge: S. 2384-Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 3 luglio 2003, n. 159, recante divieto
di commercio e detenzione di aracnidi altamente pericolosi per l'uomo
(approvato dal Senato) (4198) (ore 10,16).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno
di legge: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge
3 luglio 2003, n. 159, recante divieto di commercio e detenzione di
aracnidi altamente pericolosi per l'uomo.
(Discussione sulle linee generali - A.C. 4198)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle
linee generali.
Avverto che il presidente del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo
ne ha chiesto l'ampliamento senza limitazioni nelle iscrizioni a parlare
ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del regolamento.
Avverto che la XII Commissione (Affari sociali) si intende autorizzata
a riferire oralmente.
Il relatore, onorevole Gianni Mancuso, ha facoltà di svolgere
la relazione.
GIANNI MANCUSO, Relatore. Signor Presidente, questo provvedimento
si rende necessario per colmare un vuoto normativo nella vigente disciplina
relativa alla commercializzazione ed alla detenzione di specie potenzialmente
pericolose per l'incolumità e la salute pubblica. L'attuale disciplina
contenuta nell'articolo 6 della legge 7 febbraio 1992, n. 150,
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contempla infatti soltanto i mammiferi ed i rettili. Ciò ha consentito
l'importazione e la relativa commercializzazione e quindi la detenzione
di esemplari vivi di talune specie di aracnidi altamente pericolosi
per l'uomo.
Esprimo soddisfazione perché viene finalmente
vietata la commercializzazione e la detenzione di aracnidi pericolosi
per l'uomo che avrebbero già dovuto trovare posto nel decreto
ministeriale del 19 aprile 1996, ma il divieto, così formulato,
si estenderebbe anche a tutte le specie di aracnidi esistenti e non
solo a quelle altamente pericolose per l'uomo, rischiando pertanto di
ingenerare ulteriore confusione, panico e di perpetrare una inutile
strage di tranquilli ragni esotici, e non solo, attualmente allevati
in Italia da molti terrariofili.
Consultando testi di aracnologia e tossicologia non è difficile
constatare che solo una quindicina di generi di aracnidi appartenenti
a Scorpionidi ed Araneidi, capitanati dai piccoli e terribili scorpioni
deserticoli africani del genere Androctonus e dai leggiadri e micidiali
ragni del gruppo delle "vedove", sono considerati altamente
pericolosi, potenzialmente invalidanti ed in qualche caso, purtroppo,
mortali per l'uomo.
Sarebbe stato meglio che al posto della terminologia generica "aracnidi
che possano arrecare, con la loro azione diretta, effetti mortali o
invalidanti per l'uomo o che comunque possano costituire pericolo per
l'incolumità pubblica" possa trovare posto un elenco dettagliato
di taxa di aracnidi realmente pericolosi, riconosciuti dalla letteratura
internazionale. In particolare mi riferisco all'ordine degli araneidi
(alle famiglie Ctenidae, Dipluridae, Scytodidae, Sicariidae, Theridiidae),
all'ordine degli Scorpionidae (alle famiglie Buthidae e Hemiscorpiidae).
Se il decreto-legge venisse approvato nell'attuale formulazione si rischierebbe
inoltre di ingenerare una pericolosa ricerca del proibito, sapendo che
aracnidi di moltissime specie (per lo più tranquilli e facilmente
allevabili) possono essere tranquillamente acquistati, per pochissimi
euro, subito oltre il confine italiano, in altri paesi della Comunità
europea, dove gli aracnidi continueranno ad essere tranquillamente commercializzati
e detenuti.
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Il recente abnorme sviluppo del commercio di animali
esotici ha comportato la sempre maggiore presenza di numerose specie animali
sicuramente pericolose per la salute e l'incolumità del pubblico.
Il legislatore non dovrebbe pertanto sottovalutare i rischi che talune
patologie degli animali possano superare la barriera di specie e diventare
zooantroponosi, come recentemente ci hanno dimostrato i casi della BSE
e della SARS.
L'esame del provvedimento, dunque, poteva essere l'occasione per vietare
il commercio e la detenzione di altri animali potenzialmente pericolosi
per l'incolumità e la salute pubblica che sono si diffusi in seguito
a mode e tendenza diseducative. Penso, per esempio, agli esemplari vivi
dell'ordine Testudines, appartenenti alle famiglie Bataguridae, Emydidae,
Chelydridae, Pelomedusidae, Kinosternidae, Trionychidae e Chelidre; sono
tartarughe d'acqua portatrici di germi patogeni per l'uomo del gruppo
delle entorobatteriacee, ceppi di salmonella.
Penso agli esemplari vivi dell'ordine Squamata (iguane, lucertole, gechi,
serpenti) che possono mordere o provocare escoriazioni da graffio e veicolare
batteri del gruppo delle salmonella, che resistono fino a due anni nei
resti di feci contaminate presenti sotto le unghie degli animali.
Penso agli esemplari vivi dell'ordine Carnivora (genette e civette mammifero),
appartenenti alla famiglia Viverridae, ossia quegli animali dai quali
è avvenuto il contagio della SARS sull'uomo in Cina; penso ancora
agli esemplari vivi dell'ordine Anura (raganelle del centro e del sud
America), appartenenti alla famiglia Dendrobatidae, che producono un secreto
velenoso per l'uomo al solo tatto; penso agli esemplari vivi dell'ordine
Carnivora (puzzole e furetti), appartenenti alla famiglia Mustelidae,
che possono trasmettere all'uomo alcune malattie pericolose come la rabbia.
Penso ancora agli esemplari vivi dell'ordine Rodentia (scoiattoli, citelli,
cani della prateria), appartenenti alla famiglia Sciuridae, che possono
veicolare malattie infettive come la tularemia con il solo morso, per
non parlare in particolare del cane della prateria che è anche
portatore del vaiolo.
Ritengo che questa materia potrà diventare oggetto di un ordine
del giorno rivolto al Governo affinché colmi la lacuna evidenziata
con una legge ordinaria.
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PRESIDENTE. Con tutto il rispetto per
il relatore, confesso che il fatto che il Parlamento si occupi di aracnidi
pericolosi a quest'ora della mattina sia un'incongruenza incredibile.
Credo che questa materia vada disciplinata con un atto normativo, del
Governo e via seguitando; il fatto che debba essere l'Assemblea ad occuparsi
della questione è un problema che dovremmo porci.
Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, il sottosegretario
di Stato della salute Antonio Guidi.
ANTONIO GUIDI, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor
Presidente, anch'io condivido il senso di estraniamento con riferimento
all'attuale discussione un po' kafkiana. Credo che argomenti come questi
forse avrebbero potuto essere trattati in maniera più efficace
con una legge ordinaria.
È anche vero, signor Presidente, che, in questi ultimi anni, stiamo
riscontrando una strana forbice: da una parte, vi un giustissimo animalismo,
un'attenzione particolare nei confronti dei diritti degli animali, soprattutto
di affezione. A tale proposito, molte volte ci siamo espressi contro chi
riteneva che si pensa troppo agli animali e poco a chi soffre, per esempio
ai bambini, senza pensare che, in genere, che chi è attento agli
animali, soprattutto di affezione, è attento anche ai sentimenti
dei bambini; chi è crudele contro gli animali, spesso è
crudele anche contro l'infanzia e non solo. Quindi, vi è una parte,
diciamo, buona attenta agli animali che, a mio avviso, deve essere sempre
più valorizzata, in tutti i sensi; mi riferisco anche al diritto
degli animali da alimentazione che oggi vivono spesso in situazioni inaccettabili.
Abbiamo discusso molto al riguardo e spero che tante cose vengano concretizzate.
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Vi è altresì un animalismo alquanto estremo
specularmente, quello di raccogliere animali,
soprattutto nei terrari, pericolosi sia dal punto di vista biochimico
e fisico ma anche dal punto di vista psicologico. Si
esalta la pericolosità, l'estrema esoticità che in qualche
modo sviluppano nel ragazzo o nell'adulto che colleziona tali animali
alcune istintività violente, potremmo dire, al pari di chi colleziona
armi pericolose.
Io credo quindi che può sembrare strano che stamattina si parli
di questo, ma davvero questa moda di tenere in casa animali pericolosi
dal punto di vista pedagogico merita una a riflessione e su questo vorrei
svolgere una serie di considerazioni non in aula ma perlomeno in Commissione
senza demonizzare nessuno; un'iguana o un camaleonte, non in politica
può essere estremamente affascinante, ma
certi serpenti, magari non pericolosi ma di grandi dimensioni non fanno
certo bene alla salute mentale di chi li detiene. Su questo
ho una mia opinione personale che scatenerà sicuramente l'ira di
qualcuno, ma sulla psicologia si può discutere.
Certo è che all'interno di questo comparto raccogliere animali
veramente pericolosi è una moda, parlo propria di moda, inaccettabile,
sempre più presente e che noi dobbiamo traguardare. Credo quindi
che fermo restando che può sembrare stonato stamani discutere di
questo argomento, che in ogni caso è importante e forse merita
un approfondimento, mi complimento per la relazione ampia e dettagliata,
nonché estremamente specifica del relatore e credo sia molto corretto
il ricorso all'ordine del giorno per approfondire successivamente in Commissione
sia il versante psicologico su chi detiene animali
forse non pericolosi in sé ma che danno sempre un impriting di
violenza, secondo me da discutere, se non da demonizzare, e
di includere tutti gli animali di qualunque specie che possono essere
pericolosi dal punto di vista fisico.
Ringrazio il presidente, i colleghi ed il relatore e credo che l'ordine
del giorno sia assolutamente da accettare.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Meduri. Ne
ha facoltà.
LUIGI GIUSEPPE MEDURI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla
decretazione d'urgenza e sul suo utilizzo da
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parte del Governo si è discusso a lungo e nonostante i ripetuti
interventi delle più alte cariche dello Stato, - dal presidente
della Repubblica, alla Corte costituzionale ed anche i Presidenti dei
due rami del Parlamento -, dobbiamo dire che qualche elemento di discrezionalità
continua a permanere in relazione agli argomenti affrontati nella decretazione
d'urgenza, come per esempio in questo caso.
Il tema degli aracnidi pericolosi è un tema importante e delicato
per la sicurezza della persona, ma probabilmente si poteva fare ricorso
ad un disegno di legge ordinario e non impegnare il Parlamento in una
conversione di un decreto-legge. Sappiamo di gente che, da viaggi esotici
e con passioni a dir poco particolari, porta con sé improbabili
souvenir, come ad esempio animali la cui pericolosità è
ampiamente conosciuta e nonostante la presenza datata, quale quella del
1992, i limiti imposti fanno riferimento ad una situazione del paese,
socialmente e culturalmente parlando, forse superata. È necessario
porre un freno all'importazione e alla diffusione incontrollata di ragni
ed animali la cui pericolosità può esser un rischio non
solo per chi li detiene, ma anche per persone ignare che vengono in contatto
con loro anche indirettamente.
Abbiamo letto che le motivazioni di questa urgenza
e il ricorso al decreto-legge sono state dettate dalla aracnofobia del
Presidente del Consiglio, di cui i giornali, in maniera più o meno
seria, hanno fornito ampia letteratura offrendo agli italiani un nuovo
profilo del Presidente Berlusconi. Noi eravamo rimasti alla
fobia dell'aglio, ma qui abbiamo letto - fortunatamente - di un superamento
dell'avversità avvenuto nell'ultima gita a Positano da Zeffirelli.
Per i ragni, invece, la paura del Premier ha
fatto sì che ci si occupasse tutti di un problema la cui soluzione
di urgenza è fondamentale per il futuro del paese, un impegno morale:
schiacciare i ragni pericolosi.
Già al Senato il provvedimento ha visto un'ampia maggioranza, tant'è
che vi è stata unanimità nell'approvazione della conversione
in legge del presente decreto-legge, ma ciò non può esimere
tutti dal riflettere se valeva la pena di ricorrere a questo strumento
per risolvere il problema dei ragni velenosi. Il Premier probabilmente,
come tanti di noi, non ci dormirà la notte. C'è un "però"
rispetto a questa conversione
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e cioè, per quanto ci si possa impegnare e preoccupare in merito
alla regolamentazione della pericolosità degli insetti e dei ragni,
c'è sempre - e lo diciamo con affetto al Presidente del Consiglio
- una velenosità a cui non si può porre il freno - e lui
lo sa bene - ed è quella degli alleati di Governo. Comprendiamo
il travaglio del Presidente del Consiglio di questi giorni, assediato
dalle forze politiche della sua maggioranza che hanno perso le ragioni
dello stare insieme e che si stanno trasformando in pericolosissime vedove
nere della coalizione di centrodestra. Da questi pericoli il Presidente
del Consiglio non si può difendere, neppure ricorrendo alla decretazione
d'urgenza perché forse gli antidoti andrebbero ben oltre i limiti
della Convenzione di Ginevra.
Nel merito del provvedimento abbiano presentato solo un paio di emendamenti
che riguardano l'estensione delle prescrizioni del decreto-legge ad altri
animali riconosciuti come velenosi e che riguardano l'anticipo dell'entrata
in vigore da 90 a 60 giorni perché, se urgenza deve essere, urgenza
sia.
Come gruppo della Margherita non abbiamo altro da aggiungere rispetto
al merito, ma forse solamente una richiesta alla Presidenza della Camera
affinché effettivamente vi sia una cautela e una prudenza istituzionale
al ricorso alla decretazione d'urgenza, in quanto anche se ci troviamo
alla fine del mese di luglio e, quindi, alla vigilia delle vacanze, davvero
non riteniamo conveniente che il Parlamento, di fronte ad una serie di
emergenze vere che preoccupano gli italiani, dalla siccità agli
incendi, si debba occupare di problemi effettivamente un po' marginali.
Detto questo, affronteremo il decreto-legge
rassicurando il Presidente del Consiglio che voteremo il provvedimento,
in quanto non vorremmo certo noi renderci responsabili della sua non tranquillità
(Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici
di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Non essendovi altri iscritti a parlare, dichiaro chiusa la
discussione sulle linee generali.
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